Il caso Ron Kulpa: quando l’arbitro diventa protagonista

Durante l’incontro tra Texas Rangers e Houston Astros di mercoledì, il man of the match non è stato Jose Altuve, nè Alex Bregman, nè Joey Gallo o Rougned Odor. Bensì l’umpire Ron Kulpa, su cui sono stati puntati i riflettori già dai primi lanci.

Nella parte bassa del primo inning, il partente degli Astros Gerrit Cole aveva eliminato con strikeout i primi due battitori e concesso una singola a Elvis Andrus e Norman Mazara, che segna Andrus per lo 0-1.

Durante l’at bat successivo, con Joey Gallo al piatto, l’umpire Kulpa si rende protagonista della prima decisione controversa della serata. Giudica come ball, infatti, una fastball a 98mph arrivata in realtà ampiamente in zona di strike (lancio 5 nella foto in basso).

Qui la reazione degli Astros è stata contenuta, con il solo Cole che accennava ad avviarsi fuori dal campo credendo di aver chiuso l’inning. Invece, con il pitch successivo concede base su ball a Gallo, per poi eliminare il battitore successivo.

Il momento topico arriva nell’inning successivo.

Il fatto

Mike Minor è sul monte di lancio per i Rangers e, dopo aver eliminato Carlos Correa e Yuri Gurriel, affronta Tyler White.

L’umpire commette un altro errore valutando una curveball arrivata sotto la zona di strike come strike: questo accende gli animi della panchina degli Astros ed inizia una animato confronto tra Kulpa e il manager degli Astros AJ Hinch. Tornato dietro il catcher, l’umpire inizia a fissare la panchina degli Astros infastidendo Hinch: “There’s nothing to see” gli dice.

Da qui nasce un’altro acceso diverbio tra i due, con Kulpa che indica verso l’hitting coach Alex Cintron per poi espellerlo dalla partita.

La partita riprende con un altro lancio di Minor, una fastball per uno strike (giusto, questa volta), ma la partita si interrompe ancora quando AJ Hinch torna in campo per affrontare faccia a faccia Kulpa dopo l’ennesimo sguardo prolungato verso la sua panchina.

L’acceso confronto, da cui si legge il labiale dell’arbitro “I can do anything I want!“, si risolve con l’espulsione del manager degli Astros.

Non senza Kulpa

Ciò che ha fatto più scalpore del comportamento di Ron Kulpa, oltre alla frase di cui sopra sicuramente fuori luogo per un soggetto neutrale, è stata l’apparente soddisfazione nel suo viso nel cacciare Cintron.

Questo, unito alle occhiate lanciate alla panchina di Houston, come a voler provocare lo scontro e, magari, rimediare qualche espulsione, può far pensare che l’umpire ce l’abbia con la squadra campione del 2017.

Come se non bastasse, è stato anche ripreso dalle telecamere mentre intimava a Gerrit Cole di smettere di riscaldarsi prima dell’inizio di un inning.

Kulpa si era già reso protagonista di situazioni simili, come quando nel 2016 valutò una curveball sotto la strike zone come strike, mandando su tutte le furie David Ortiz, che venne espulso.

Capita, a volte, che un umpire possa sbagliare chiamata, Ron Kulpa non è sicuramente il primo nè unico a farlo. In un periodo, però, dove si parla sempre di più dell’introduzione della tecnologia per la strike zone, la lega non può far passare questo comportamento da parte di un arbitro, e farebbe meglio a prendere provvedimenti.

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